Premessa. La morte è un qualcosa di totalmente imprevedibile, e sconosciuto. Ergo, l'uomo ha paura di essa. Tuttavia non guarda: avete mai fatto caso al viso dei morti, e alla pace, alla tranquillità che il loro volto esprime?
Sono immersi in una pace eterna, lontani da preoccupazioni e dolori terreni. Non si sa cosa gli (e ci) aspetta: forse dipende dal nostro credo, che ci indurrà a proseguire la morte come nostra idea da vivi; forse è tutta un'illusione, e ci sveglieremo da un lungo sogno che è stata la vita; forse nulla.
Fatto sta che non sarà dolore. Sarebbe una punizione eccessiva e disumana: ogni uomo, chicchessia, prova dolore, e ha diritto alla pace, quali siano state le loro azioni o le loro colpe.
Classificazione della fenomenologia della morte. Ci sono due tipologie di morte: la morte degli sconosciuti, dei parenti/amici e la morte dei famosi.
Si potrebbe applicare questa distinzione semplicemente alle persone, ma non è così: la fenomenologia della morte cambia radicalmente, dipendentemente da chi muore. Entriamo nei dettagli.
Fenomenologia delle morti
1. Gli sconosciuti
Ormai ci siamo abituati alla morte: ne abbiamo sempre paura, ovvio, ma la morte non ci provoca più tanto scalpore; è diventata un qualcosa di quotidiano, con cui conviviamo.
Se qualcuno viene ucciso con la pistola, con un pugnale, per una strage, per un'epidemia, per morte naturale... Non facciam altro che ascoltare la notizia con fare cinico, e sputare qualche commento di falsa compassione e dispiacere. Falso perchè si è giunti ad un punto di non ritorno: la morte diventerà fonte di eccitazione, emozione; la morte di un qualcuno sarà una bella notizia, che movimenterà la nostra patetica vita.
2. Gli amici e i parenti
La fenomenologia degli amici e dei parenti, in particolare (per il legame di sangue), è una delle più complesse, per il semplice fatto dell'essere imprevedibile. Varia dall'apertura mentale di una persona, e dal legame che vi è con la persona scomparsa: la fenomenologia è inversamente proporzionale al primo fattore e direttamente proporzionale al secondo.
Poichè esaminare ogni caso andrebbe oltre le capacità della mia limitata mente, proverò ad esprimere la fenomenologia in generale.
1. La sorpresa e l'incredulità: la notizia, in un primo momento, crea scalpore, ma parliamo di un brevissimo momento.
2. Il pianto: il pianto è una fase importante nella fenomenologia, perchè dimostra la sincerità del legame, e permette alla persona di sfogarsi. Una negazione del pianto non può che essere controproducente, per il semplice fatto che causerebbe un accumulo di angoscia, tristezza, malinconia, di cui la persona non beneficerà.
3. La solitudine, l'anti felicità: ecco l'ultima fase della fenomenologia della morte dei parenti e degli amici; la persona si rinchiude in un involucro temporaneo in cui desidera semplicemente protezione, e niente che possa nuocere al suo stato emotivo, e alla maturazione della morte. In questo momento si matura l'effettiva morte del caro, e si detesta ogni minimo accenno di felicità o spensieratezza. Questa fase non ha una durata standard, tutto dipende sempre dalla persona, ma è un processo regressivo, che porta alla maturazione definitiva del lutto e al ritorno alla pace.
Potrebbero comparire la negazione della morte, oltre ad altre varie implicazioni, ma magari lo lasciamo a qualcuno non più esperienza di me.
3. I famosi
Quest'ultima fenomenologia è la più interessante dal punto di vista psicologico, perchè rivela l'aspetto cinico e ipocrita dell'uomo. Come si procede in questo caso.
1. Sorpresa, che fosse un personaggio conosciuto o no.
2. Compianto del morto (Ipocrisia): si inizia a compiangere la persona scomparsa, nonostante si ignorasse chi fosse fino al giorno prima, di quanto è stata importante etc.
3. Maturazione del lutto alla fine della giornata in cui si è ricevuta la notizia della morte.
Questo, effettivamente, fa emergere all'uomo il suo lato più spregevole.
Bisognerebbe partire dal titolo. What, e non Who. Alce non è una persona definita: Alce è qualcosa che ha vita, senza che si capisca cosa sia esattamente. E' felicità, malinconia, apatia, frustrazione. Cosa vuole Alce? Alce vuole semplicemente conoscere sè stesso, un traguardo che deve raggiungere per trasformare quel What in Who.
domenica 23 ottobre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
Viva la vida
One minute I held the keyLe gioie, le vittorie della vita, sono attimi fugaci. La gioia dell'essere felici non è altro che una sensazione virtuale.
Next the walls were closed on me.
La nostra stessa mente è una prigione, che limita l'esprimersi a pieno della nostra felicità.
Siamo prigionieri di noi stessi.
giovedì 20 ottobre 2011
Paradise
So lying underneath the stormy skies
She said I know the sun's set to rise
It's gonna be paradise.E quando tutto ti sembrerà triste, senza alcuna via di uscita... Guarda l'alba.
Il sole che sorge è simbolo di rinascita, e i primi raggi rischiarano l'anima.
Chiudi gli occhi, e semplicemente goditi il calore di quel primo sole sulla pelle.
Distenditi a terra, e respira: entra in connessione con la Terra, lascia che siate un tutt'uno.
Non pensare, semplicemente lascia che siano i pensieri a venire da te.
E - quando sarai pronto - apri gli occhi, svegliati dal sogno: guarda il sole.
E preparati ad affrontare il mondo. Sorridendogli.
Ehm...
Eh, mi sa mi tocca il post di apertura. Bè, mi toccherà farlo una volta sola.
Che dirvi, son Michele, ma mi nascondo dietro la figura di Alce. Alce non è una maschera, nè un nome: è molto di più; probabilmente ha una vita più intensa di quella che ha vissuto Michele, è più interessante, più maturo, più cosciente. E fu così che sostituì Michele.
Michele non è altro che l'origine, il passato, Alce il presente. Michele non mi ricorda altro che i miei insuccessi nel passato, i miei molteplici difetti, il mio non essere soddisfatto di me stesso. Alce, invece, mi ha fruttato quel pizzico di autostima che serve alla gente per andare avanti.
Alla gente, il più delle volte, serve un cambiamento: un mutamento radicale, che permetta di rinascere dalle proprie ceneri, come una fenice, senza perdere però l'esperienza sensibile. Ecco, forse è questo ciò che mi è successo: mi sono semplicemente adattato ad un nuovo ambiente che non avrebbe permesso la sopravvivenza di Michele. E non mi dispiace.
Non so se Michele sia finito, o possa tornare. So solo che ora c'è solo Alce.
Che dirvi? Vivo nel sud d'Italia, frequento un liceo Scientifico. Amo il razionalismo e tutto ciò che ne dipende; tendo ad essere io stesso razionale, ed il mio unico fallimento consiste nella paura dei fantasmi.
La prendo molto sul ridere, ma ho paura. Sento sguardi sulla mia persona che non vorrei mai avere. Già, probabilmente soffro di gravi disturbi mentali.
Mi piace leggere: prediligo i romanzi psicologici; la natura umana mi affascina, ma non sono sicuro di amarla a tal punto da intraprenderne un cammino universitario. Mai dire mai però.
Amo la musica: da tre anni non ascolto altro che rock; sono in continua evoluzione, spazio nei diversi rami, cambio gruppi dipendentemente dai momenti che sto vivendo, dallo stato d'animo.
Ma non dimentico cosa mi è stato accanto.
Per adesso penso basti... Che dirvi, spero non risulti noioso.
Alce
Che dirvi, son Michele, ma mi nascondo dietro la figura di Alce. Alce non è una maschera, nè un nome: è molto di più; probabilmente ha una vita più intensa di quella che ha vissuto Michele, è più interessante, più maturo, più cosciente. E fu così che sostituì Michele.
Michele non è altro che l'origine, il passato, Alce il presente. Michele non mi ricorda altro che i miei insuccessi nel passato, i miei molteplici difetti, il mio non essere soddisfatto di me stesso. Alce, invece, mi ha fruttato quel pizzico di autostima che serve alla gente per andare avanti.
Alla gente, il più delle volte, serve un cambiamento: un mutamento radicale, che permetta di rinascere dalle proprie ceneri, come una fenice, senza perdere però l'esperienza sensibile. Ecco, forse è questo ciò che mi è successo: mi sono semplicemente adattato ad un nuovo ambiente che non avrebbe permesso la sopravvivenza di Michele. E non mi dispiace.
Non so se Michele sia finito, o possa tornare. So solo che ora c'è solo Alce.
Che dirvi? Vivo nel sud d'Italia, frequento un liceo Scientifico. Amo il razionalismo e tutto ciò che ne dipende; tendo ad essere io stesso razionale, ed il mio unico fallimento consiste nella paura dei fantasmi.
La prendo molto sul ridere, ma ho paura. Sento sguardi sulla mia persona che non vorrei mai avere. Già, probabilmente soffro di gravi disturbi mentali.
Mi piace leggere: prediligo i romanzi psicologici; la natura umana mi affascina, ma non sono sicuro di amarla a tal punto da intraprenderne un cammino universitario. Mai dire mai però.
Amo la musica: da tre anni non ascolto altro che rock; sono in continua evoluzione, spazio nei diversi rami, cambio gruppi dipendentemente dai momenti che sto vivendo, dallo stato d'animo.
Ma non dimentico cosa mi è stato accanto.
Per adesso penso basti... Che dirvi, spero non risulti noioso.
Alce
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